Piazza del Comune – Assisi

Vista ravvicinata della fontana dei 3 leoni di assisi. In primo piano un leone dalla cui bocca esce uno zampillo d'acqua. Dietro il leone le vasche della fontana e parte della piazza sul fondo.

La Piazza di Assisi

La Piazza del Comune è da sempre il fulcro della vita sociale e culturale di Assisi. Non a caso tutte le principali vie provenienti dalle porte urbiche convergono in questo punto.
Posta sopra un Foro romano, nel medioevo era il luogo di raduni popolari, e qui sorgono di conseguenza i più importanti edifici della vita cittadina: il Tempio di Minerva, la prima sede del comune di Assisi – che successivamente viene spostato nel Palazzo dei Priori, il Palazzo del Capitano del Popolo e la Torre del Popolo.
Così, mettendosi al centro della piazza e girando su se stessi, è possibile leggere tutta la storia della città attraverso il susseguirsi e l’intrecciarsi delle diverse epoche.

Epoca romana

Foro Romano

Giunti in piazza, la prima cosa da fare è guardare sotto di essa.
L’antico Foro Romano, a cui si accede subito prima di arrivare alla piazza vera e propria, fu ritrovato nel 1836 e conserva il basamento del tempio, un tempietto tetrastilo dedicato a Castore e Polluce, una cisterna monumentale e un podio con i seggi per i magistrati.

Tempio di Minerva

Alzando lo sguardo si trova il Tempio di Minerva, con le sue sei colonne corinzie e la facciata perfettamente conservate.
La chiesa che attualmente utilizza lo spazio dell’antico tempio è dedicata a Santa Maria, regina della sapienza cristiana, contrapposta a Minerva, dea della sapienza pagana.
Tuttavia, il nome di “Santa Maria sopra Minerva” è molto meno usato del nome antico, probabilmente grazie alla conservazione della struttura originale.
Questa ottima conservazione non deve trarre in inganno, la storia del tempio è stata infatti tutt’altro che tranquilla avendo attraversato le vicissitudini dell’Impero Romano, dai fasti alla decadenza.

L’intervento dei Benedettini

Quando cessa il culto pagano, il tempio viene abbandonato per oltre un secolo e poi recuperato dai monaci Benedettini verso la seconda meta del 500 d.C.
Lo dividono in due parti, ricavando la Chiesa di San Donato nella parte inferiore e altri locali nella parte superiore. Nel 1212 i monaci concedono in affitto una parte del tempio al nuovo Comune di Assisi e i Magistrati cittadini vi trasferiscono i loro uffici.
Per quasi due secoli il Tribunale civico si stabilisce nel pronao e la chiesa di San Donato viene utilizzata come carcere.
Nel 1539 Papa Paolo III da l’ordine di restaurare il tempio dedicandolo alla Madonna.
I lavori di restauro in stile barocco riprendono anche nel corso del 1600, dopo che il tempio è stato donato ai frati del Terzo Ordine Regolare di San Francesco.

Epoca medievale

Torre e Palazzo del Capitano del Popolo

Guardando a sinistra del Tempio si intercetta Torre del Popolo, alta 47 metri, terminata nel 1305 e adibita ad alloggio del Capitano del Popolo.
Nel 1501 i locali al piano terra vengono ceduti al collegio dei Notai e nel 1531 il maestro di legname Paolo di Jacopo da Gubbio esegue la porta imitando le imposte del Collegio del Cambio di Perugia.
Il coronamento con merli ghibellini fu realizzato nel 1926 per la ricorrenza del VII centenario dalla morte di San Francesco.
Continuando a spostare lo sguardo troviamo il Palazzo del Capitano del Popolo. È il primo edificio pubblico a sorgere sulla piazza, terminato nel 1282 per ospitare la magistratura del Capitano del Popolo.

Palazzo del Popolo e Palazzo dei Priori

Voltando le spalle al Tempio di Minerva è possibile osservare altri due edifici importantissimi per la vita comunale.
Uno è il Palazzo del Popolo, voluto dal Comune come sede per le assemblee del Consiglio generale del popolo. Fu terminato verso il 1308, dopo l’ampliamento della piazza nel 1275.
Tramite una volta si appoggia al Palazzo del Popolo l’altro edificio, che i priori acquistarono nel 1337 e che divenne poi il Palazzo dei Priori. Quando nel 1860 Assisi fu annessa allo stato Sabaudo, l’antico palazzo subì un restauro importante e fu trasformato in sede dell’amministrazione comunale. Tutt’oggi ospita gli uffici del Comune di Assisi.

Epoca rinascimentale

Palazzo Bonacquisti

Nonostante le dimensioni contenute, nella piazza c’è spazio anche per i palazzi rinascimentali. Palazzo Bonacquisti è un importante edificio del sedicesimo secolo dotato di soffitti decorati e murature antiche, appartenuto ai nobili Bonacquisti, signori di Panzo.

Fontana dei Tre Leoni

Su una piazza così importante per la vita cittadina non poteva mancare una fontana, luogo per eccellenza intorno al quale il popolo poteva ritrovarsi ed elemento cardine delle piazze medioevali italiane. Le prime menzioni della Fonte di Piazza, o la Fontana dei Tre Leoni, risalgono al 1303. Venne in seguito ricostruita per due volte: nel 1467 da Polimante di maestro Gentile, con tavole di pietra e colonnini, e nel 1772 dallo scalpellino di Assisi Giuseppe Martinucci.
Il nome della fontana deriva dai tre leoni in pietra che simboleggiano i tre rioni urbani. La vasca inferiore è divisa in nove lati, un balaustro centrale sorregge una seconda vasca circolare, che porta a sua volta un balaustro con una pigna.

Fatti curiosi

Piazza del Comune “fotografata" da Giotto

Tra gli affreschi di Giotto dedicati a San Francesco si trova “L’Omaggio dell’uomo semplice”, in cui un uomo di Assisi, vedendo passare il santo, stende dinanzi a lui le vesti per rendergli omaggio. Questo episodio si svolge nella Piazza del Comune, chiaramente riconoscibile. Oggi sembra quasi banale vedere rappresentato un paesaggio urbano in modo così “fotografico”, ma non lo era all’epoca della realizzazione. Infatti, questa è una delle primissime opere in cui un paesaggio cittadino non serve semplicemente a creare un contesto, ma è l’effettiva rappresentazione di una narrazione per quello che è: la Piazza del comune nel momento in cui San Francesco la stava attraversando.

Calendimaggio

Ogni anno nel mese di maggio, nella Piazza del Comune, si svolge una festa le cui origini si perdono nel tempo: il Calendimaggio. È interessante notare che per i cittadini di Assisi non si tratta di una semplice ricostruzione storica: la contesa tra la due parti della città, La Nobilissima Parte De Sopra e La Magnifica Parte de Sotto, non ha mai smesso di coinvolgere tutti i suoi abitanti. La festa è stata anche candidata per l’inserimento nella Lista Unesco del Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

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