La Piazza del Comune ad Assisi

Secoli di storia in meno di 50 passi

La Piazza di Assisi

La Piazza del Comune è da sempre il fulcro della vita sociale, politica e culturale di Assisi. Non a caso tutte le principali vie provenienti dalle porte urbiche convergono in questo punto. Costruita sopra il Foro Romano, nel Medioevo era il luogo del mercato e dei raduni di popolo. Qui sorgono importanti edifici come il Tempio di Minerva, antica sede delle magistrature di Assisi, i Palazzi dei Priori, del Governatore, del Comune, del Capitano del Popolo con la sua Torre. Mettendosi al centro della piazza e girando su se stessi, è possibile leggere tutta la storia della città attraverso il susseguirsi e l’intrecciarsi delle diverse epoche.

Vista di Piazza del Comune dal pronao del tempio di Minerva. Le colonne nascondono parti della piazza per poi svelare l'attività dei turisti in piazza.

Epoca romana

Foro Romano

Molto del fascino di Piazza del Comune, la medievale Platea Mercati, si trova sotto di essa.
L’antico Foro Romano, a cui si accede dal palazzetto neo medievale che ospita l’Ufficio Informazioni Turistiche, fu scavato nel 1836. Vi si conservano il lungo muro di terrazzamento su cui è eretto il Tempio di Minerva, un tempietto tetrastilo dedicato a Castore e Polluce, due cisterne monumentali e il Tribunal, un podio su erano alloggiati i seggi per i magistrati.

Tempio di Minerva

Alzando lo sguardo si trova il maestoso Tempio di Minerva, con le sue sei colonne corinzie, il timpano e il pronao che riportano in un attimo all’antica Asisium.
La chiesa che attualmente utilizza lo spazio perfettamente conservato dell’antico tempio è dedicata a Maria, regina della sapienza cristiana, succeduta a Minerva, dea della sapienza pagana, cui vuole una tradizione non confermata che fosse intitolato il sacello. Gode di maggior seguito l’ipotesi che vi venissero invece venerati i Dioscuri. Costruito verso il 30-40 a.C, il tempio era arricchito sul timpano da fregi e iscrizioni bronzee e da intonaci dipinti di cui sono state trovate tracce sui plinti.
Le condizioni ottimali dell’edificio non devono trarre in inganno, la storia del tempio è stata infatti tutt’altro che piana, avendo attraversato le vicissitudini dell’Impero Romano dai fasti alla decadenza.

 

Vista frontale della facciata del tempio di Minerva.

 

L’intervento dei Benedettini

Recuperato dai monaci Benedettini dopo l’abbandono del culto pagano, ospitò la chiesa dedicata a san Donato, delle abitazioni e delle botteghe. Nel 1212 i monaci concessero in affitto una parte del tempio per usi civici: vi si trasferirono i Magistrati cittadini e poi divenne la sede del Comune. Per quasi due secoli il Tribunale civico si stabilisce nel pronao e la chiesa di San Donato viene utilizzata come carcere. Nel 1456 l’antica cella tornò ad essere destinata esclusivamente al culto e nel 1539 papa Paolo III diede ordine di restaurare il tempio dedicandolo alla Madonna. Tra Sei e Settecento la chiesa viene aggiornata in stile barocco con interventi di Giacomo Giorgetti, Pietro Carattoli e Francesco Appiani. Oggi è officiata dai frati del Terzo Ordine Regolare di san Francesco.

Epoca medievale

Torre e Palazzo del Capitano del Popolo

Guardando a sinistra del Tempio si intercetta la Torre del Popolo alta ben 47 metri e terminata nel 1305 al tempo del capitano Cabrino da Parma, come ricorda un’iscrizione alla base della stessa. Era adibita ad alloggio del Capitano del Popolo e della sua famiglia. Nel 1501 i locali al piano terra vengono ceduti al Collegio dei Notai e nel 1531 il maestro di legname Paolo di Jacopo da Gubbio esegue la porta prendendo a modello quelle del Collegio del Cambio di Perugia. Il coronamento con merli ghibellini fu realizzato nel 1926 in occasione del VII centenario dalla morte di san Francesco.
Segue a sinistra
il Palazzo del Capitano del Popolo. È il primo edificio pubblico a sorgere sulla piazza, terminato nel 1282 per ospitare la magistratura del Capitano del Popolo.

Palazzo del Popolo e Palazzo dei Priori

Di fronte al Tempio di Minerva sono allineati altri edifici medievali che per secoli hanno dato una sede allo svolgersi della  vita del Comune di Assisi.
A sinistra c’è il Palazzo del Popolo, costruito dal Comune come luogo delle assemblee del Consiglio generale della città. Fu terminato verso il 1308, dopo l’ampliamento della piazza nel 1275.
L’Arco dei Priori collega il Palazzo del Popolo ad un altro corpo di fabbrica acquistato nel 1337 per farne
il Palazzo dei Priori. Dal 1468 ospitò il Monte di Pietà e sul finire del secolo venne ampiamente rinnovato. All’interno si trova la sala del Consiglio Comunale. Il terzo edificio da sinistra è il Palazzo del Governatore edificato a metà Quattrocento per alloggiare il Legato Pontificio. Completa la schiera il Palazzo del Comune completato nel 1342 come sede dei governatori che si alternarono nei secoli. La facciata del palazzo è aperta dalla Volta Pinta affrescata nel 1556 con grottesche ispirate alle decorazioni della Domus Aurea di Nerone. Oggi come allora in questi palazzi si svolge la vita politica e amministrativa di Assisi.

 

Vista frontale dal basso. A sinistra il palazzo del popolo, al centro la sua torre e a destra il tempio di Minerva.

 

Epoca rinascimentale

Palazzo Bonacquisti

Nonostante le dimensioni contenute, nella piazza trovano spazio anche elementi rinascimentali. Palazzo Bonacquisti è un importante edificio cinquecentesco appartenuto ai nobili Bonacquisti, signori di Panzo.

Fontana dei Tre Leoni

Sulla piazza che è fulcro della vita cittadina non poteva mancare una fontana, elemento cardine delle piazze medievali italiane. Le prime menzioni della Fonte di Piazza, o Fontana dei Tre Leoni, risalgono al 1303. Venne in seguito ricostruita per due volte: nel 1467 da Polimante di Maestro Gentile con lastre di pietra e colonnini, poi di nuovo nel 1772 dallo scalpellino di Assisi Giuseppe Martinucci.
Il nome della fontana deriva dai tre leoni in pietra dalle cui bocche sgorga l’acqua. La vasca inferiore è divisa in nove lati, un balaustro centrale sorregge una seconda vasca circolare che supporta a sua volta un balaustro con una pigna.

 

Fatti curiosi

Piazza del Comune “fotografata” da Giotto

Tra gli affreschi di Giotto dedicati a san Francesco si trova “L’Omaggio dell’uomo semplice, in cui un uomo di Assisi, vedendo passare il Santo, stende dinanzi a lui le vesti per rendergli omaggio. Questo episodio si svolge nella Piazza del Comune, chiaramente riconoscibile. Oggi sembra quasi banale vedere rappresentato un paesaggio urbano in modo così “fotografico”, ma non lo era all’epoca del pittore. Infatti questa è una delle primissime opere in cui uno scenario cittadino ha valenza puntualmente contestuale ed è stato dipinto per essere riconoscibile: è la Piazza del Comune nel momento in cui san Francesco la stava attraversando.

Calendimaggio

Ogni anno nel mese di maggio nella Piazza del Comune si svolge una festa le cui origini si perdono nel tempo: il Calendimaggio. È interessante notare che per i cittadini di Assisi non si tratta di una semplice ricostruzione storica: la contesa tra la due parti della città, La Nobilissima Parte De Sopra e La Magnifica Parte de Sotto non ha mai smesso di coinvolgere tutti i suoi abitanti. La festa è stata anche candidata per l’inserimento nella Lista Unesco del Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

INFORMAZIONI

Località
Piazza del Comune, 06081 Assisi PG

Contatti
info@secretumbria.it
3701581907

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