Spoleto

Adagiata sui colli umbri, Spoleto è uno scrigno di tesori dove il rigore romano incontra l'eleganza longobarda e l'arte medievale. Un viaggio tra vicoli senza tempo e scenari monumentali che, ancora oggi, incantano il mondo grazie al suo celebre Festival.

Spoleto

Cosa vedere a Spoleto

Foto dall’alto di Piazza Duomo a Spoleto piena di persone che assistono a un concerto d’orchestra nell’ambito del Festival dei Due Mondi.

Il Festival dei Due Mondi a Spoleto

Festival dei Due Mondi, una manifestazione internazionale di arte, musica, cultura e spettacolo che si svolge a Spoleto dal 1958. Presenta anche una serie di progetti legati alla
Vista frontale della facciata Duomo di Spoleto

Il Duomo di Spoleto

Il Duomo di Spoleto attraverso i secoli Di grande impatto a Spoleto è sicuramente il duomo, che ha anche il ruolo di cattedrale. Un edificio così potente per la sua bellezza da
Vista scorciata del fianco della Basilica di San Salvatore a Spoleto.

Basilica di San Salvatore – Spoleto

Anche se esclusa dai soliti percorsi turistici, la basilica di San Salvatore è sicuramente tra le cose da vedere a Spoleto. Mentre la storia dell’edificio è ancora avvolta nel

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Un crocevia di popoli: dalle origini al Ducato Longobardo

Spoleto vanta una storia millenaria che si snoda attraverso epoche di grande splendore, lasciando un'eredità monumentale unica. Le sue origini affondano nell'epoca preromana come centro degli Umbri, per poi diventare una fedele colonia latina nel 241 a.C., celebre per aver respinto l'avanzata di Annibale dopo la battaglia del Trasimeno. Il suo vero apogeo politico si colloca però nel Medioevo, quando divenne la capitale del potente Ducato di Spoleto, uno dei principali domini longobardi in Italia, la cui influenza si estendeva su gran parte del centro della penisola. Inclusa successivamente nei territori dello Stato Pontificio, la città ha mantenuto un ruolo strategico e culturale di rilievo.

 

La Rocca Albornoziana: sentinella della fede e della storia

Il profilo della città è delineato dalla Rocca Albornoziana, la possente fortezza costruita sul colle che domina l’abitato. Risalente al 1363, fu eretta sotto l’egida del cardinale Albornoz con lo scopo di consolidare il potere dello Stato della Chiesa nel momento in cui il papato era in procinto di rientrare nella sede romana, ponendo fine alla Cattività avignonese. Dopo essere stata la residenza dei governatori di Spoleto — tra i quali va menzionata Lucrezia Borgia — e persino un carcere, la Rocca è oggi sede del Museo Nazionale del Ducato di Spoleto e presenta al suo interno sale affrescate come la celebre “Camera Pinta”, decorata con un raro ciclo a tema amoroso e cavalleresco del Trecento.

Il Ponte delle Torri: un gigante tra le valli

Dal "Giro della Rocca", una piacevole passeggiata panoramica, si ammira un altro formidabile monumento: il Ponte delle Torri. Con i suoi 80 metri di altezza e ben 230 di lunghezza, il ponte ha assolto la doppia funzione di acquedotto e di via di collegamento tra il monte Luco e la città. Sebbene la sua origine possa essere romana, è nel Trecento che acquisisce le forme attuali. Persino J.W. Goethe rimase ammaliato da questo capolavoro architettonico, annotando: “Le dieci arcate che sovrastano tutta la valle, costruite di mattoni, resistono sicure attraverso i secoli”.

 

Passeggiare nel tempo: il tessuto urbano e le vestigia romane

Poche città sono così piacevoli da visitare a piedi come Spoleto. Vagando per i vicoli e le piazzette si attraversa un tessuto urbano di rara bellezza, esempio di unità tra diversi stili e varietà di forme. Le strutture medievali si sovrappongono all’impianto antico, testimoniato dal Teatro Romano del I secolo a.C., dall’Arco di Druso e dall’Arco di Monterone, costruiti lungo il tracciato urbano della via Flaminia. La chiesa di Sant’Ansano è stata edificata sui resti di un tempio pagano, ancora oggi riconoscibili osservando l’edificio, mentre la Piazza del Mercato occupa parte dell’antico Foro.

Il Duomo e il Festival: palcoscenico di arte universale

Dal "Giro della Rocca", una piacevole passeggiata panoramica, si ammira un altro formidabile monumento: il Ponte delle Torri. Con i suoi 80 metri di altezza e ben 230 di lunghezza, il ponte ha assolto la doppia funzione di acquedotto e di via di collegamento tra il monte Luco e la città. Sebbene la sua origine possa essere romana, è nel Trecento che acquisisce le forme attuali. Persino J.W. Goethe rimase ammaliato da questo capolavoro architettonico, annotando: “Le dieci arcate che sovrastano tutta la valle, costruite di mattoni, resistono sicure attraverso i secoli”.

 

Oasi sacre e sapori della terra: tra le Fonti del Clitunno e la tavola

A breve distanza dalla città, le Fonti del Clitunno rappresentano un’oasi naturalistica e storica di grande pregio. Qui i romani veneravano Giove Clitunno e immergevano i buoi nelle acque sacre, come cantato dai poeti latini Plinio e Virgilio, seguiti poi dai moderni Byron e Carducci. La natura, curata e coltivata da millenni, offre ancora oggi frutti abbondanti dai sapori inconfondibili: l’olio extravergine d’oliva, il Trebbiano Spoletino, le braciole, la coratella, la frittata al tartufo, la Crescionda e l’Attorta, i tipici dolci del territorio.

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