San Sebastiano tra i Santi Rocco e Pietro nella chiesa di Santa Maria Assunta a Cerqueto (Marsciano)

visione d’insieme dell’affresco. Al centro San Sebastiano legato a una colonna, con la testa e lo sguardo rivolti verso l’alto e il corpo trafitto da tre frecce, due sul petto e una sulla gamba destra. È completamente nudo, a parte un panno che gli copre i fianchi. Sulla sinistra parte di una figura umana che mostra una ferita sanguinante sull’interno coscia sinistro (presumibilmente San Rocco) con una tunica corta e un’altra sulla destra con una lunga tunica che tiene nella mano destra una chiave (probabilmente San Pietro).

San Sebastiano tra i Santi Rocco e Pietro nella chiesa di Santa Maria Assunta a Cerqueto (Marsciano)

Nel 1478 Perugino affresca la Cappella della Maddalena nella chiesa di Santa Maria Assunta a Cerqueto, vicino Marsciano (PG). Il sacello era stato costruito per chiedere la fine di un’ondata di peste; da qui la presenza delle figure di San Sebastiano e San Rocco, entrambi invocati contro le epidemie. Purtroppo, la maggior parte dell’opera è andata persa, ma dalla porzione di affresco ancora visibile si capisce che doveva trattarsi di un ciclo pittorico più ampio e complesso.

Quella a Cerqueto è la prima raffigurazione di San Sebastiano realizzata dal Perugino, a cui seguono molte altre ancora esistenti: per esempio l’affresco a Panicale, o la Pala Martinelli (una tempera su tavola esposta alla Galleria Nazionale dell’Umbria), senza tralasciare le due bellissime opere conservate al Louvre (Parigi, Francia) e all’Ermitage (San Pietroburgo, Russia). La scelta del Martirio del Santo come soggetto permetteva agli artisti di cimentarsi con la rappresentazione del nudo maschile, curandone la resa anatomica e il movimento nello spazio.

I punti forti dell’opera: un’ottima resa anatomica e prospettica

San Sebastiano è legato a una colonna da una sottile corda e tre frecce trafiggono la sua carne. I piedi, dall’aspetto molto naturale e resi con una bellissima prospettiva, sporgono oltre il bordo del podio. Ai lati del giovane cristiano si vedono altre due figure, probabilmente San Rocco (a sinistra) e San Pietro (a destra).

In questa opera giovanile, dipinta dal Perugino quando aveva circa 28 anni, è riconoscibile, nello stile, l’influenza del Verrocchio e del Pollaiolo.
Va ricordato che, nel giro di un paio d’anni, Pietro Vannucci sarebbe stato chiamato da Papa Sisto IV per realizzare il ciclo con storie del Vecchio e del Nuovo Testamento sulle pareti della Cappella Sistina; un incarico che segna la piena affermazione del pittore umbro.

Il destino travagliato dell’affresco

Il ciclo pittorico è stato gravemente danneggiato verso il 1779; a questo periodo risale la demolizione della Cappella della Maddalena, dovuta al rifacimento della chiesa di Santa Maria Assunta. L’edificio religioso viene infatti ricostruito completamente dal 1751 al 1780. Il San Sebastiano viene risparmiato e, dopo essere stato staccato dalla navata sinistra, è collocato in un’altra cappella.

Durante il trasporto, l’immagine di Santa Maria Maddalena (nella parte bassa dell’opera) e la Trinità circondata da sei angeli (nella parte alta) subiscono danni irreparabili e vanno persi. Quella che vediamo è quindi solo una porzione ridotta del lavoro originale.
In occasione della sua ricollocazione, viene ritracciata sotto l’affresco l’iscrizione PETRUS PERUSINUSP(INXIT) e l’anno di realizzazione dell’opera in numeri romani.

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