Arco Etrusco e cinta muraria – Perugia

Vista scorciata da sinistra dell'Arco Etrusco. Il bianco della sua pietra si sposa con il verde dei pochi alberi vicini ad esso.

Perugia e le sue mura etrusche

Perugia fu una delle città più rilevanti del territorio etrusco e la cinta muraria risalente al III secolo avanti Cristo (con parti più antiche riferibili al IV sec. a.C.) resta ancora evidente testimonianza del prestigio da essa raggiunto. La lunghezza della cerchia raggiunge circa tre chilometri, con ampi tratti visibili e altri inglobati in strutture cronologicamente più tarde; le mura etrusche seguono l’orografia del territorio e, in corrispondenza delle zone a quote più basse, il loro profilo si piega verso l’interno e contribuisce a imprimere una forma a trifoglio a tutto l’impianto.  

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Pozzo di San Patrizio – Orvieto

Sguardo dall’alto verso il fondo del pozzo. Sulle mura si vedono alcune finestre mentre sul fondo il ponte in ferro sospeso sull’acqua.

Antonio da Sangallo: costruttore ingegnoso

Sul ciglio della rupe di Orvieto si apre una piccola piazza occupata solamente da un edificio cilindrico, apparentemente anonimo. La struttura, in realtà, cela e contiene una “cosa ingegnosa di capriccio e maravigliosa di bellezza”. È con queste parole che Giorgio Vasari (in “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti”, 1550) conclude la descrizione di questa affascinante opera architettonica e ingegneristica: un profondo pozzo scavato nel tufo. La storia di questo pozzo si lega con quelle del papa e di Roma, di Firenze, dell’imperatore Carlo V d’Asburgo e dei Lanzichenecchi.

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Orvieto Sotterranea

Vista leggermente scorciata di un cunicolo della Orvieto Sotterranea. Questo ha una forma pressoché circolare e lungo i lati si trovano le aperture di altri cunicoli che lo intercettano.

La città sotterranea di Orvieto

La città di Orvieto si distende sulla cima di una grande roccia di origine vulcanica, costituita da tufo e da pozzolana. Qualsiasi visitatore non può che restare ammaliato da questo altopiano, chiamato la Rupe, che spicca e domina sulla valle circostante, fatta di boschi e di vigneti.  Su questa terra rocciosa l’uomo non solo vi si è insediato e ha costruito, fino a innalzare la sua cattedrale e le sue torri, ma ha anche scavato cavità sotterranee in ogni epoca. Il tufo custodisce da secoli una città sotto la città: Orvieto sotterranea.

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Fortezza Albornoz – Orvieto

A sinistra è visibile il torrione della Fortezza Albornoz mentre il resto dell’immagine è occupato dalla vista dall’alto della città sottostante e delle campagne umbre.

Dalla libertà al dominio
Dopo le lotte intestine tra il partito dei guelfi (la fazione che sosteneva il potere del Papato) e quello dei ghibellini (i sostenitori dell’imperatore), la città di Orvieto vive un lungo periodo di profondo benessere e di indipendenza come libero comune: un governo autonomo dall’imperatore sia a livello politico che economico. Per tutto il Duecento la città si arricchisce e si organizza con le maggiori istituzioni comunali, essendo perfettamente in grado di autogovernarsi, di controllare il suo territorio circostante e di proliferare. Queste esperienza da libero Comune si interrompe con la diffusione di una pandemia che dimezza la popolazione: la pesta nera del 1348. La malattia accentua le discordie tra importanti famiglie nobili orvietane, portando a una crisi politica ed economica. Ormai troppo debole, il 24 giugno del 1354 il Consiglio delibera di affidare la città e le sue terre al papa e al suo uomo di fiducia: il cardinale spagnolo Egidio Albornoz (1310 ca. – 1367). 

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