San Damiano: il cantiere di san Francesco
Tra la pianura e gli ulivi della campagna di Assisi si trova un luogo carissimo alle origini francescane: il Santuario di San Damiano. In esso dominano il silenzio e la pace, cornici splendide alla vista sulla natura circostante. Delle origini della struttura – fissate presumibilmente tra il VII e il IX secolo- si conosce ben poco, come anche delle motivazioni della dedicazione della chiesa a san Damiano, medico e martire, le cui reliquie erano giunte a Roma a metà del V secolo. Possiamo affermare comunque che la storia di questa minuscola chiesa, custodita da un anziano prete, balzò agli onori della cronaca quando, nel 1205, un giovane ventiquattrenne di nome Francesco vi si fermò un giorno a pregare.
Una vita nuova
È per lui un periodo intenso e inquieto, metaforicamente rappresentato dalle mura della chiesetta scalcinate e attraversate da crepe profonde come i pensieri dell’animo di questo ragazzo, deluso dai trascorsi militari, appena tornato dalla prigionia di guerra e che ha visto fallire i tentativi di diventare un mercante di stoffe come suo padre. “Un giorno passa presso la chiesa di San Damiano, quasi distrutta e da tutti abbandonata -racconta Tommaso da Celano – vi entra per un impulso dello Spirito a pregare; si prostra supplice e devoto dinanzi al Crocifisso e, toccato da insolita grazia, si trova diverso da come vi era entrato”.
Il crocifisso, abbracciato dal giovane, gli parla:
“Va’ Francesco e ripara la mia casa che, come vedi, va in rovina”. Da quel giorno il santo abbandonerà definitivamente le comodità e si insedierà a San Damiano per restaurare la chiesa e il convento.
Per i primi tre anni Francesco avrà qui solo la compagnia di un anziano sacerdote: dedicherà le sue giornate al lavoro manuale come muratore, alla lettura, alla preghiera e alla questua. Intorno a questi luoghi egli si nasconderà per circa un mese da suo padre, Pietro di Bernardone, che lo cercava per riportarlo a casa. Qui tornerà dopo aver risposto al padre – che lo aveva citato in giudizio per il furto delle stoffe – e porrà un punto definitivo alla vicenda quando si spoglierà dei suoi averi sulla pubblica piazza.

Le Povere Dame di San Damiano
Nel 1211 Francesco lascerà il complesso, ormai completamente ristrutturato, alle Povere Dame di San Damiano, future Clarisse, cioè a Chiara, a sua sorella Agnese e ad altre circa cinquanta giovani che avevano seguito le sue orme. Accanto alla comunità femminile anche una piccola fraternità maschile occuperà un edificio a ridosso del convento.
Francesco sarà sempre lieto di tornare periodicamente a incontrare le monache. Lo farà anche nel 1225, all’età di quarantaquattro anni, ormai quasi cieco, malato, claudicante e onorato dal dono delle stigmate. Sarà ospite di Chiara e delle sue sorelle per cinquanta giorni. Proprio in questo periodo detterà ai frati a lui vicini la lode nota al mondo come Cantico delle Creature, che segna la nascita della letteratura italiana. Si narra inoltre che, in quel lasso di tempo, ricevette la visita del Signore: Egli lo confortò e gli assicurò che a breve lo avrebbe accolto in Paradiso.
Le monache rimasero a San Damiano per più di quarant’anni. Dopo la morte di Chiara, avvenuta nel dormitorio l’11 agosto del 1253, si trasferirono nel convento attiguo alla basilica dedicata alla santa. Lì tuttora riposa il corpo di santa Chiara, poco distante dal crocifisso che parlò a Francesco.
San Damiano, luogo di miracoli da san Francesco ad oggi
La struttura
Il complesso, in origine, era presumibilmente formato da quella parte che oggi è detta Infermeria di santa Chiara, dalla chiesa e da un altro braccio di edificio, poco prolungato, situato dietro di essa. Antichissima anche la costruzione sovrastante a quella descritta, adibita in seguito da santa Chiara a oratorio. Nella chiesa Francesco “lavorò con le sue mani, trasportando il materiale come una bestia da soma e imparando la dura lezione della fatica”. Il resto fu costruito in un secondo periodo, comunque a lui contemporaneo. Alla chiesa si accede dal lato destro, attraverso la Cappella di San Girolamo, forse parte dell’antica abitazione dei frati che assistevano la comunità delle Clarisse. Sulla parete si trova l’affresco della Vergine in trono con Santi, opera di Tiberio d’Assisi, databile tra il 1517 e il 1522.
Gli interni del Convento e del santuario, nella loro originalità e semplicità, sono di rara bellezza. Il refettorio conserva primitivi arredi lignei ed è ornato, sulla parete di fondo, da due affreschi seicenteschi. Dal vestibolo si può accedere al giardinetto di Santa Chiara, una piccola terrazza pensile compresa tra due muri, con una vista incantevole sulla pianura sottostante.
All’interno della chiesa si segnalano gli affreschi trecenteschi dell’abside e il coro ligneo del 1504, che copre una finestrella attraverso la quale le Clarisse si comunicavano. Nel convento è visitabile il suggestivo dormitorio dove riposavano le sorelle povere di santa Chiara e dove lei stessa visse inferma per ventinove anni.
Santa Chiara miracolosa protettrice di Assisi
Dal dormitorio, nella notte di Natale del 1252, la santa poté miracolosamente vedere le funzioni sacre celebrate nella chiesa di San Francesco in Assisi. Per questo prodigio le è stato attribuito il ruolo di Patrona della Televisione. Sempre dal dormitorio, con in mano l’Eucarestia, respinse i mercenari saraceni che nel 1240 premevano alle porte della città e del chiostro.
“Non abbiate paura vi farò io da scudo.
E, prona, si volgeva al Signore:
Proteggi dalle fiere queste tue serve che io non valgo a difendere.
Udirono una voce come di Bambino:
Io vi custodirò sempre.
Così come per la città, ridotta ormai alla resa.
Riunite qui le sorelle in digiuno e cenere:
Salva, Signore, questa tua città che per tuo amore ci sostenta.
E la mattina dopo se partì quello esercito, rotto e conquassato.”
(Processo di canonizzazione, FF 3061)
Di questa liberazione Assisi fa ancora memoria di gratitudine con la Festa del Voto, celebrata ogni 22 giugno.
San Damiano: luogo di vocazione francescana
Oggi, dopo l’incameramento dei beni ecclesiastici da parte dello Stato Italiano a seguito dell’Unità d’Italia, questo luogo è tornato ad essere di proprietà dei frati minori, ad essi donato da Lord Peter Kerr, Marchese di Lothian, con l’atto notarile del 22 settembre 1983.
Attualmente è sede del noviziato francescano, segno che la fiamma del santo fa ancora ardere giovani cuori.






