Chiesa di San Francesco e Oratorio di San Bartolomeo a Città della Pieve

Scrigni di opere significative

Chiesa di San Francesco o Santuario della Madonna di Fatima

Nei pressi dell’imponente Rocca Perugina di Città della Pieve si trova la Chiesa di San Francesco (oggi Santuario della Madonna di Fatima). L’edifico religioso, costruito dai Francescani fuori da Porta Perugina intorno alla seconda metà del XIII secolo, fu poi rinnovato nel tardo XVIII secolo, soprattutto all’interno.

La facciata della chiesa: somiglianze con il Duomo d’Orvieto

Della costruzione originaria rimane soltanto la parte inferiore della facciata: qui si aprono tre grandi arcate, con al centro il portale d’ingresso. I capitelli decorati con fogliame fanno da base alle eleganti ghiere degli archi, impreziosite da motivi decorativi a scacchiera e a ovuli allungati. L’intera facciata è realizzata in laterizio, secondo la tipica tradizione architettonica cittadina.
Le tre arcate della facciata ricordano la chiesa di San Francesco a Chiusi e altre chiese francescane in Umbria, come San Francesco a Orvieto e San Francesco al Prato a Perugia.

 

L’interno, ricco di opere del Pomarancio

L’interno della Chiesa di San Francesco, restaurato probabilmente su progetto dell’architetto Andrea Vici, ospita una tavola del pittore raffaellesco Domenico di Paride Alfani datata al XVI secolo: la raffigurazione della Vergine in trono circondata dai santi Francescani. La composizione piramidale richiama lo stile di Raffaello, ma evidenzia anche precisi riferimenti ai maestri fiorentini del periodo, quali Andrea del Sarto e Fra’ Bartolomeo.

Nell’altare di sinistra si conserva la Discesa dello Spirito Santo, tela realizzata nel 1606 da Antonio Circignani. È a sua firma anche l’Ecce Homo, dipinto murale collocato sopra la porta della sagrestia: l’affresco, con la sua drammatica intensità, mostra il corpo dilaniato e umiliato di Cristo ed costituisce un chiaro omaggio alla pittura di Caravaggio. A Città della Pieve si conservano altre pregevoli opere di Niccolò e Antonio Circignani, padre e figlio entrambi detti il Pomarancio.

Oratorio di San Bartolomeo

Adiacente alla Chiesa di San Francesco si trova l’Oratorio di San Bartolomeo. Inizialmente gestito dai Benedettini, l’edificio passò successivamente ai Francescani Conventuali, che ne ricavarono il Refettorio e la Sala Capitolare. In questa struttura, nel 1426, san Bernardino da Siena istituì la Confraternita della Misericordia. Fin da quando aveva iniziato a predicare, il santo aveva stretto un legame molto forte con l’Umbria, promuovendo un profondo rinnovamento della vita francescana.
Alcuni dettagli architettonici della città di Perugia testimoniano la grande devozione che il popolo umbro sviluppò nei confronti di san Bernardino: sulla facciata della cattedrale è ancora oggi visibile il pulpito rinascimentale a lui intitolato, mentre ancora più celebre è il prezioso Oratorio di San Bernardino, situato a fianco del suggestivo complesso di San Francesco al Prato.

L’Oratorio di San Bartolomeo di Città della Pieve è noto in particolare per l’affresco della parete di fondo del Refettorio. Vi è raffigurata la Crocifissione, opera dipinta da Jacopo di Mino del Pellicciaio e datata alla seconda metà del XIV secolo. Il dipinto è conosciuto anche con il titolo Il Pianto degli Angeli, per via delle intense espressioni addolorate dei messaggeri celesti. L’artista si inserisce pienamente nella corrente pittorica senese del Trecento, capace di interpretare la realtà in chiave lirica, seguendo il solco dei linguaggi figurativi gotici di Simone Martini e Ambrogio Lorenzetti.

INFORMAZIONI

Località
Largo della Vittoria, 6, 06062 Città della Pieve PG

Contatti
info@secretumbria.it

By Elena Aloia

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Cosa fare in Umbria

L’Umbria è una regione timida che nasconde i suoi tesori. Città che, come scrigni, conservano storia, opere d’arte, botteghe artigiane e tradizioni locali. Cantine e frantoi che, come custodi, mantengono viva l’eccellente cultura del vino e dell’olio. Monti e grotte, fiumi e laghi rappresentano lo scenario ideale per innumerevoli attività. Il cuore verde d’Italia è un santuario della natura dove perdersi negli echi di ere remote.

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