San Francesco d’Assisi: la giovinezza

La nascita di San Francesco d’Assisi

Dove Tutto Ebbe Inizio

Nel rigido inverno che avvolgeva l’Umbria tra il 1181 e il 1182, Assisi vide nascere un bambino di nome Giovanni. Mentre il piccolo emetteva i suoi primi vagiti, suo padre, Pietro di Bernardone, non era lì: stava percorrendo le strade d’Europa, era infatti un mercante di stoffe.

La famiglia di San Francesco e Pietro di Bernardone

La Leggenda dei Tre Compagni, la più importante biografia non ufficiale del Santo, narra che Pietro, quando al suo ritorno vide il figlio nato da poco, decise di mutarne il nome in Francesco, nel senso di “il francese”, forse per celebrare i “panni francisci”, le preziose stoffe francesi che vendeva; oppure, secondo un racconto tardo, perché sua moglie, di nome Pica o Giovanna, era provenzale e volle così onorarne le origini. Francesco conosceva la lingua francese e amava parlarla, forse perché era stata per lui la lingua dell’infanzia, la lingua della mamma. Francesco conosceva la lingua francese e amava parlarla, forse perché era stata per lui la lingua dell’infanzia, la lingua della mamma.

I luoghi della giovinezza di San Francesco ad Assisi

Pietre che Parlano di Storia

Il tempo ha lasciato tracce silenziose ma potenti. Un antico documento del 1309 ha rivelato che Francesco nacque nel cuore pulsante e rumoroso della città, vicino al macello comune, laddove la vita quotidiana scorreva cruda e vera sotto i portici del Palazzo del Popolo.

Oggi, in quell’angolo ridente dietro la Piazza del Comune, dove un tempo risuonavano i passi del mercante e il fruscio dei velluti, sorge la Chiesa Nuova. Eretta nel XVII secolo grazie al contributo economico del re di Spagna Filippo III, questa chiesa sorge su quella che, secondo alcuni storici, fu la dimora paterna: il luogo dove le pietre sembrano ancora custodire i sogni di quel giovane ricco e fortunato che scelse di spogliarsi di tutto per amore di Dio.

Leggende sulla nascita di San Francesco

L’Umiltà di una Stalla

A pochi passi dal cuore pulsante della città, il rumore della piazza sfuma nel silenzio raccolto dell’Oratorio di San Francesco Piccolino. Una leggenda medievale, intrisa di fascino, narra che questo luogo fosse una stalla. Qui, tra l’odore del fieno e il calore degli animali, la madre di Francesco avrebbe dato alla luce il suo bambino, così come Maria diede alla luce Gesù in una stalla a Betlemme. È nella città umbra di Montefalco, nella chiesa di San Francesco, che si trova la suggestiva rappresentazione della nascita del Santo dipinta a fresco da Benozzo Gozzoli tra il 1450 e il 1452.

Il giovane Francesco tra feste, sogni e ambizioni

In questi angoli di Assisi la cronaca si fonde con la leggenda. Immaginiamo per un istante il giovane Francesco: non ancora il santo ma un ragazzo brillante, istruito e desideroso di avventura e successo. Era il “re delle feste“, il trascinatore di brigate gioiose che animavano le notti assisane.

Il suo futuro sembrava già scritto, avrebbe infatti potuto seguire le orme del padre e ampliare l’impresa commerciale di famiglia o indossare un’armatura e assecondare il desiderio ardente di partire per le crociate, diventare cavaliere e coprirsi d’onore. Eppure, quel fuoco che ardeva in lui come leader e sognatore non si sarebbe spento, ma avrebbe solo cambiato direzione. Poco alla volta, Francesco avrebbe imparato a mettere il suo carisma al servizio di una missione che, secoli dopo, è ancora viva.

San Francesco cavaliere: guerra e battaglia di Collestrada

Dalla Spada al Silenzio

Nel 1203 i contrasti tra Assisi e la vicina Perugia esplosero nel sangue. Francesco, vibrante di entusiasmo, vide finalmente l’occasione di mettersi alla prova prendendo parte alla battaglia di Collestrada, nella piana che divide le due città rivali. Ma il sogno si infranse nella polvere del campo: Perugia ebbe la meglio e per Francesco non ci fu la gloria ma il fango della sconfitta e il peso delle catene.

La prigionia di San Francesco a Perugia

Insieme ai compagni d’armi, venne catturato e portato come prigioniero oltre le mura di Perugia. La tradizione vuole che sia stato rinchiuso nelle segrete della città, nella zona del Sopramuro, dove oggi sorgono il Palazzo del Capitano del Popolo e quello che fu dell’Università.

La crisi e l’inizio della conversione di San Francesco

Nel buio delle carceri la malattia iniziò a consumare il suo corpo, ma allo stesso tempo a nutrire la sua anima. Quando finalmente suo padre Pietro pagò il riscatto per liberarlo, ciò che emerse da quelle tenebre non era più il ragazzo festaiolo di un tempo: sotto le vesti malconce batteva il cuore di un uomo che stava iniziando a guardare il mondo con occhi nuovi.

Cosa fare in Umbria

L’Umbria è una regione timida che nasconde i suoi tesori. Città che, come scrigni, conservano storia, opere d’arte, botteghe artigiane e tradizioni locali. Cantine e frantoi che, come custodi, mantengono viva l’eccellente cultura del vino e dell’olio. Monti e grotte, fiumi e laghi rappresentano lo scenario ideale per innumerevoli attività. Il cuore verde d’Italia è un santuario della natura dove perdersi negli echi di ere remote.

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